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di Laura SICIGNANO e Alessandra VANNUCCI
Regia di Laura SICIGNANO
Musiche originali e Luci Enzo MONTEVERDE
Scene e costumi Francesca MARSELLA
Movimenti di scena Nicoletta BERNARDINI

La guerra č bella, perchč arricchisce un prato in fiore delle fiammanti orchidee delle mitragliatrici.
(F.T. Marinetti, Manifesto futurista per la guerra coloniale in Etiopia)

Ogni riferimento a fatti, persone, cose non č puramente casuale.
Notizie, dati, informazioni riportate in questo spettacolo sono frutto di un anno di studi e ricerche. Poco o nulla č inventato. E cosģ stralci di interviste, annunci economici, testimonianze, registrazioni audio, brani di articoli e saggi, tutti rigorosamente veri, vanno a comporre i segmenti del mondo che Mercenari S.p.a. vuole raccontare.

Il tema delle compagnie militari private č venuto prepotentemente alla ribalta quando il 31 marzo 2004 nella cittą irachena di Falluja quattro operatori di sicurezza di una societą statunitense sono stati trucidati dalla folla.
In quell'occasione il mondo si č accorto che, accanto agli eserciti regolari, una guerra parallela veniva combattuta dagli eserciti privati. Qualcuno li chiama con disprezzo mercenari, altri li definiscono nuovi soldati di ventura.
Nonostante lo stereotipo negativo che aleggia sui mercenari, negli ultimi dieci anni l'offerta di servizi bellici da parte di grandi compagnie private, vere e proprie multinazionali della guerra, č esponenzialmente aumentata in tutto il mondo, seguendo il flusso di molte altre merci e servizi, dal primo mondo al terzo, dagli ex-paesi colonialisti alle ex-colonie. Il giro d'affari che ruota intorno a queste nuove aziende della guerra si aggira intorno ai 100 milioni di dollari l'anno. I lavori sporchi possono essere privatizzati. Occorrono Rambo privati pronti a tutto. Tutto senza regole. Questa č una nuova guerra, ma diversa da quelle che hanno contraddistinto il Novecento. Questa č una guerra globale, fuori dalle regole del diritto internazionale e senza limiti di carattere etico o spaziale. Una guerra dove oltre il 90% delle vittime sono civili. Oggi in Iraq ci sono 30.000 mercenari. Si tratta della seconda forza militare presente nel paese, seconda solo all'esercito USA e superiore all'esercito britannico (che conta 9000 uomini).

In Mercenari S.p.a. non c'č una storia, ma le macerie di tante storie: lo spettacolo si compone di schegge, frammenti, flashes, in una sorta di zapping sugli scenari del mondo. Una drammaturgia non narrativa, ma analogica, una sdrammaturgia, che suggerisce l'idea di un universo complesso, sfuggente, in continuo movimento, dove i protagonisti, i responsabili, sono celati da maschere. Nella prima parte dello spettacolo si muovono sulla scena i manager delle multinazionali, impegnati a organizzare, programmare, reclutare, pianificare a giocare alla guerra che altri vivranno sulla pelle.
Poi ci si sposta sul teatro di guerra, dove agiscono i mercenari in un crescendo che va dall'ordine al disordine, dal bello al brutto, dalla luce al buio. E infine la parola č lasciata alle vittime, alla voce di chi subisce violenza, brutalitą e morte che la guerra porta con sč.

Lo spettacolo č come una macchina che funziona senza un senso comprensibile, e senza che nessuno la possa fermare, un meccanismo insondabile e inarrestabile: azioni reiterate, movimenti ripetuti, gesti replicati e oggetti-relitti che riempiono la scena, che cadono dall'alto e ondeggiano minacciosi, che vengono messi in ordine e in disordine incessantemente.

In scena tre attori, una cantante, unica presenza femminile, e un percussionista, si muovono in una scena che mescola elementi industriali e primitivi, recitazione e musica dal vivo, aprendo squarci su uno scenario contemporaneo inquietante, apparentemente lontano dalle nostre vite, ma in realtą vicinissimo. Debutto il 9 maggio 2006, al TEATRO DUSE / Teatro Stabile di Genova.

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