2009

Di Dennis Kelly
Regia di Matteo Alfonso
Con Matteo Alfonso e Barbara Moselli

Un rifugio nucleare antiatomico degli anni Ottanta.

Un rifugio nucleare antiatomico degli anni Ottanta. Mark e Louise, due ragazzi sui venticinque anni parlano di un attacco terroristico in un pub, un’esplosione nucleare che ha raso al suolo interi quartieri e ucciso una gran quantità di gente, probabilmente anche molti loro amici. Mark ha portato in braccio tra le macerie Louise priva di sensi fino a quel rifugio, a causa del quale – prima – è stato molto preso in giro dagli amici. Ora, invece, è tornato utile, dice Mark, perché “il mondo è completamente impazzito”. I due devono passare il tempo, in attesa che la radio torni a funzionare e che qualcuno li informi su cosa esattamente è accaduto là fuori. Lui vuole giocare a Dungeons and Dragons, lei no. E’ turbata, angosciata. Non ha nessuna voglia di starsene chiusa in quel bunker. Lui comincia a razionarle in cibo, ad affamarla. I giorni passano, sale lo stress della clausura. Louise crede di sentire dei rumori provenienti dalla botola che è l’unica via d’uscita verso il mondo esterno. Mark reagisce male. La lega con una catena al collo per impedirle di uscire. Ma Louise riesce a liberarsi, e usa il coltello per tenere Mark è pazzo di Louise. E lei comincia a sospettare che la storia dell’esplosione nel pub sia tutta un’invenzione…. Con questo testo – angosciante, claustrofobico, montato come un thriller in cui la tensione continua a salire lentamente e implacabilmente – Kelly offre un’analisi lucida e raggelante dell’incomunicabilità fra esseri umani, in cui l’unico modo per sentirsi amati, accettati, è la violenza, la sopraffazione. La regia di Tommaso Benvenuti e Matteo Alfonso crea un meccanismo teatrale perfetto, portando lo spettatore dentro la storia, dentro il bunker e tenendolo inchiodato alla poltrona dal primo minuto fino al finale… liberatorio?

Dennis Kelly ha esordito nel 2003 sulla scena teatrale londinese con l’acclamatissimo DEBRIS.

Nel 2004 il suo OSAMA THE HERO è stato rappresentato con successo all’Hampstead Theatre.

Debutto al Festival Ars Amando, Amandola (AP) settembre 2009

Dicono di noi

// Storia di follia e di amore criminale, quello di Mark per Louise. Covato da sempre ed esploso violento grazie alla fatalita’ di un attacco terroristico… L’atteggiamento di Mark non e’ quello dell’angelo della salvezza, rivela da subito atteggiamenti paranoici che in un crescendo di violenza, tra menzogne e ricatti, giungera’ allo stupro, mimato senza tante censure; e solo in parte Louise, con la forza della disperazione, riuscira’ a ribaltare la scena a suo vantaggio. Prova di notevole intensita’ espressiva per i due attori. // Monica Corbellini – LA REPUBBLICA, Venerdi’ 20 Novembre 2009

// Tutti e due bravi, bravissimi, in un corpo a corpo recitativo senza filtri, con gli spettatori ‘addosso’, seduti sul palcoscenico, cosi’ vicini da sentire ogni respiro e sussurro di questa torbida storia d’amore che forse non fa altro che estremizzare, brutalizzare e mostrare coraggiosamente quello che c’e’ sotto e dentro molte storie d’amore. // Raffaella Grassi – IL SECOLO XIX, Domenica 8 Novembre 2009

// I due registi, Alfonso e Benvenuti, offrono un contenuto cosi’ forte in un modo semplice, basato su una recitazione realistica e molto ben definita. Il finale, da non svelare, porta calma ma non conforto in questo riuscitissimo spettacolo, molto applaudito, con i due interpreti stremati da una prova in cui non si risparmiano. // Eliana Quattrini – GAZZETTA DEL LUNEDI’, Lunedi’ 9 Novembre 2009

// Una dimensione spoglia che consente agli attori di esprimere nel modo piu’ intenso la progressione della tensione insita nel testo, allo stesso modo in cui la vicinanza del pubblico ne accentua lo spirito claustrofobico… gli attori offrono prestazioni di primo livello, Barbara Moselli da’ corpo e attendibilita’ a questa ragazza inglese sboccata, sicura di se’, forte, ma anche assetata d’affetto. Uno spettacolo molto bello. // Voto 8. // Umberto Rossi – LIGURIAOGGI.IT

// La direzione che Tommaso Benvenuti e Matteo Alfonso hanno impresso a questa storia e’ matura e ricca di idee: ogni singolo oggetto, ogni singola azione valgono per tre, si moltiplicano i sensi e i significati di ogni parola. Nella nudita’ del palcoscenico, circondato solo dagli spettatori, nulla manca ad evocare con la massima forza pareti, oscurita’, viveri che scarseggiano, tensioni, l’aria greve dell’ambiente chiuso, il puzzo di sudore di corpi non lavati da giorni. Il modo in cui Benvenuti e Alfonso sanno raccontare e’ una conferma del loro sicuro talento… Barbara Moselli… la sua Louise riesce a darci una prova sicura di quanto il grande talento e il severo lavoro di un’attrice abbiano il potere di trasmettere con efficacia emozioni forti, scomode, inconfessabili. // Rosalba Troiano – UNIVERSY.IT