2010

Testo e regia di Laura Sicignano
Con Fabrizio Matteini, Andrea Pierdicca, Arianna Comes
Scene di Laura Benzi
Costumi di Maria Grazia Bisio
Musiche originali di Edmondo Romano

– Senti? Tutto parla. La sabbia parla e le rocce e l’aria, l’acqua! Senti il fango? Cosa dice il fango?
– Non so.
– Dice che tutto ricomincia.
– Le rocce dicono: “Voi distruggete tutto. Non siete malvagi, siete così. Ma nulla finisce, solo si trasforma”.
– Sì. E l’aria dice: “In questo giorno a voi spetta riavviare la ruota, voi che sapete di nuovo ascoltare le voci delle cose”. Mangeremo solo le rose e non sbaglieremo più.

Un’apocalittica onda ha sommerso l’Europa. Sulla superficie del Mediterraneo galleggiano relitti di un mondo che non c’è più. Si tratta di un attentato terroristico? Oppure di un disastro ambientale? Su uno yacht sono rimasti due uomini. Uno ricco e uno povero. Uno di destra e uno di sinistra. Uno crede in Dio. L’altro no. Il povero si trova a suo agio: non ha niente da perdere. Il ricco vorrebbe imporre le proprie regole, ma non valgono più. Si detestano, ma devono convivere sulla barca finché qualcosa o qualcuno li salvi. Accarezzando le strane, mutanti alghe arancioni che fioriscono sulla chiglia, rimpiangono la pelle liscia delle donne. Ogni tanto sembra loro di sentirne il respiro. Piove. E’ la fine del mondo?

 

PRIMA NAZIONALE In collaborazione con il FESTIVAL DELLA SCIENZA 2010 e la BIENNALE DEL MEDITERRANEO

Dicono di noi

Nel “Diluvio” un’abile e sobria riflessione sull’umanita’ // La scienza e’ sorella maggiore della fantascienza, che in questo dramma entra in campo con scenari apocalittici, nei quali l’autrice Laura Sicignano introduce abilmente una ricchezza di riflessioni sulla natura umana, i cui caratteri negativi esplodono in situazioni di emergenza, ma possono anche aprirsi alla reciproca generosita’. Fatti antichi e recenti lo dimostrano. Con un abile dialogo, intessuto di elementi volutamente contrastanti e polisemantici, ricco di sottili notazioni psicologiche, il nuovo lavoro di Laura Sicignano si propone come una riflessione sui grandi problemi dell’umanita’, sui rapporti fra gli uomini e le donne, spogliati delle sovrastrutture del progresso e della civilta’, messi a nudo da una situazione estrema. Bravi gli attori Fabrizio Matteini (il ricco), Andrea Pierdicca (il barbone), Arianna Comes, la donna che viene dal mare. Sobria, ma significativa, l’impaginazione dello spettacolo, che si avvale anche dei video di Laura Benzi. // CLARA RUBBI, Corriere Mercantile, 31 Ottobre 2010

Dopo il Diluvio // Ci sono speranze per questa umanita’ alla deriva? “Diluvio”, lo spettacolo scritto e diretto da Laura Sicignano, non offre risposte prefabbricate. Il finale e’ aperto a tutte le ipotesi. La favola futuribile ha una sua morale ben precisa: l’unica possibilita’ di salvezza sta in una convivenza che non e’ generico buonismo, ma assunzione, da parte di ciascuno, delle proprie responsabilita’. Da vedere come esempio di una drammaturgia giovane che non si rifugia nel minimalismo, ma che affronta a colpi di aspra emozione i grandi interrogativi dell’esistenza. // SILVANA ZANOVELLO, Il Secolo XIX, 3 Novembre 2010

Al Teatro Cargo dopo il “Diluvio” ritorna la vita // Diluvio, scritto e diretto da Laura Sicignano, ha debuttato con una messa in scena assolutamente originale e coinvolgente che vuole i limitati spettatori tanto vicini alla scena e agli attori da farli sentire completamente partecipi di quanto accade. Un’ambientazione post atomica ben ideata dalla brava Laura Benzi che catapulta il pubblico in una sorta di Apocalisse inquietante. Tre i personaggi le cui interpretazioni di Fabrizio Matteini, Andrea Pierdicca e Arianna Comes hanno dato le giuste connotazioni e gli adeguati colori richiesti dal testo che, all’apparente visione catastrofica di un mondo totalmente alla deriva, racchiude la forte speranza di un riscatto di un’umanita’ corrotta con una nuova nascita che e’ femmina. Ad una bambina infatti, nata dalla giovane donna, il compito della rigenerazione di un mondo distrutto da forme logore ed esaurite. // FRANCESCA CAMPONERO, Il Giornale, 2 Novembre 2010

Al Teatro Cargo di Genova “Diluvio” // Genova citta’ forte dove vivono Teatri forti, con programmazioni forti. Il Teatro Cargo a Genova-Voltri si esprime da anni con spettacoli dai quali esci piu’ consapevole. La direttrice Laura Sicignano e il suo staff sembrano dirci: abbiamo ancora un po’ di tempo per pensare. “Diluvio”, testo e regia Sicignano, come sempre tanto forti da sentirsi quasi male. Una barca da ricchi. Il padrone della barca: viziato, maniaco dell’ordine, giovane imprenditore frustato. Fallito. Un poveraccio salta improvvisamente dentro allo yacht. Cosi’ opposti da risultare l’uno all’altro incomprensibile il senso della vita. Ma mentre i due mondi incontrandosi si scontrano, fuori della barca succede qualcosa: la fine del mondo. E li’ la vita prende sostanza. Improvvisamente, per poco. Per niente. Forse solo per la durata di uno spettacolo. Questo. Un ultimo atto globale. Succede ancora qualcosa? Si, succede. Ma perche’ dirlo?… Dovete solo imbarcarvi per questo viaggio. Vi salverete? Verrete presi dalla storia, dalla catastrofe-video che viene dall’alto. Dalle parole. Da un senso obbligatorio di fratellanza. Verrete coinvolti. Capirete che questo spettacolo tira le somme ed e’ un suggerimento; siete stati fortunati ad assistere in anteprima alla fine del mondo: potete ancora fare qualcosa e… vi salverete assieme agli attori, assolutamente in parte… // LUCIANA LANZAROTTI, Teatro.Org, 2 Novembre 2010

Storia, miti e utopie // In un’impostazione dapprima realistica, l’autrice introduce elementi dal prevalente simbolismo, che rendono plausibile la fantasiosa premessa e la seguente convenzione di uno stato (quasi) allucinatorio che invade i protagonisti affamati, alla deriva su un mare di relitti. Allora e’ “necessario” l’intervento della Creatura Femminile (Arianna Comes), pronta a partorire un Figlio che assicuri la continuita’ umana. (…) Il segreto di questa riuscita mi pare nell’equilibrio fra drammaturgia rappresentazione, perche’ da un testo discontinuo per linguaggio e struttura nasce uno spettacolo avvincente. // GIANNI POLI, Hystrio 1/2011 Gennaio – Marzo, p.67