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UN PROGETTO DI TEATRO CARGO
Nell’ambito delle Celebrazioni dedicate alla Duchessa di Galliera, 2011.

Nell’elegante e poco nota cornice dello splendido parco di Villa Duchessa di Gallieraa Genova si alterneranno da fine maggio a metà luglio, iniziative dedicate a proposte raffinate, ma capaci di attirare un ampio pubblico. Il parcodella Villa di Galliera è un suggestivo percorso che comprende giardini all’italiana, ma anche un grande bosco, attraversato da un’infinità di sentieri.

Il cuore dell’iniziativa sarà lo splendido teatro della Villa, appena restituito alla città, con i suoi bellissimi affreschi e il suo piccolo palco del Settecento. Il teatro è stato riaperto grazie ad un investimento del Comune di Genova e della Compagnia di San Paolo. Questo teatro di corte rappresenta il più antico teatro storico della Liguria: oggi, dopo 200 anni, è perfettamente funzionante. Arrampicarsi lungo il parco al tramonto, per raggiungere la splendida Villa che contiene il teatro, sarà come fare un salto nel passato dell’antica aristocrazia genovese che frequentava questa residenza per la villeggiatura estiva.
Non solo Spettacoli, laboratori e conferenze…
Si potrà assistere a piccoli e raffinati spettacoli del Teatro Cargo, tra cui LA REGINA, con Lisa Galantini(giovane volto del miglior teatro contemporaneo, prestata al cinema italiano: recentemente ne IL GIOIELLINO accanto a Toni Servillo e in TV: per esempio ne LA NUOVA SQUADRA). LA REGINA è dedicato proprio alla fondatrice del Teatro della Villa, Anna Pieri Brignole Sale, un’audace donna politica dell’Ottocento, dalla vita avventurosissima, conclusasi misteriosamente, forse con un avvelenamento da parte dei suoi nemici. Inoltre LA STREGA,dal celebre romanzo di S. Vassalli “La chimera”, ormai spettacolo cult del Cargo, con Fiammetta Bellone.

La nuova produzione sarà dedicata al DECAMERONE di Boccaccio, che vedrà alternarsi alcuni tra i migliori attori genovesi,  Roberto Serpi, Fabrizio Mattini, Enzo Paci,Orietta Notari e Lisa Galantini alle prese con uno dei capolavori della nostra letteratura, rivisitato e “scorretto” eaccompagnati da musica dal vivo a cura di Edmondo Romano, Filippo Gambetta,Kim Schiffoe Lorenzo Capello.

Saranno programmate anche iniziative per bambini, come teatro, letture di favole sotto i grandi alberi del parco, libri. I laboratori si terranno nella natura, in mezzo al parco: sarà attivato un laboratorio per professionisti con la regista Cristina Pezzoli dal 23 al 27 maggioe un laboratorio dedicato invece a non professionisti e a tutti coloro che vogliono scoprire una parte nascosta di sé attraverso il teatro (“Naturarte. Fare Teatro fa bene!” condotto da Arianna Comes, attrice del Teatro Stabile di Genova, oltre che del Cargo). Sarà possibile inoltre assistere a conferenze e visite guidate che illustrano la storia della Villa, del parco, del Teatro e dei personaggi che vi abitarono.
Ma anche…
Oltre alle rappresentazioni, il pubblico potrà anche degustare specialità gastronomiche del Ponente genovese o partecipare ad eventi ogni giorno diversi, dalle lezioni di yoga e tai chi o di tango nei giardini, alle sperimentazioni di biciclette ecologiche alle lezioni di pesto e molto altro ancora…

2011 & 2014

Direzione e progetto LAURA SICIGNANO
Organizzazione e promozione ELIANA AMADIO
Amministrazione URSULA NIEDDU
Tecnico FEDERICO CANIBUS
Assistente all’organizzazione MARTA CALDON
Grafica GABRIELLA BARRESI – www.graficafluida.it

Iniziativa organizzata in collaborazione con la FONDAZIONE EDOARDO GARRONE
Con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali
Con il patrocinio della Regione Liguria
Con il patrocinio della Provincia di Genova
Con il patrocinio del Comune di Genova
In collaborazione e con il patrocinio del Municipio VII Ponente
In collaborazione con l’Associazione Amici della Villa Duchessa di Galliera
Si ringrazia l’Assessorato “Coordinamento del Progetto straordinario per la Riqualificazione dei Parchi” e l’Assessorato “Promozione dello sviluppo economico: attività produttive, commerciali, turistiche, artigianali, agricole e ittiche” del Comune di Genova

Dicono di noi

Estate In Villa - Teatro nel Parco di Villa Galliera a Genova Voltri

Il teatro storico di villa Galliera

2010 Inaugurazione del teatro di Villa Galliera con lo spettacolo La Regina.

LA STORIA DEL TEATRO
(Testo a cura di Marialuisa Carlini e Stefano Meriana)
Villa Brignole Sale a Genova Voltri , oggi conosciuta come Villa Duchessa di Galliera dal nome della sua ultima proprietaria, ospita nell’ala est l’unico esempio superstite in Liguria di teatro settecentesco, rara testimonianza di “teatro in villa” dell’aristocrazia genovese.
Nel 1783 Anton Giulio III Brignole Sale sposò la giovanissima Anna Pieri (1765–1815), nobildonna senese che svolse un ruolo di eccezionale importanza nella vita culturale genovese. Fu proprio Anna a volere nel 1786 il nuovo teatro della villa, affidando la direzione dei lavori a Gaetano Cantone. La tradizione locale indicava come unico autore delle decorazioni Giuseppe Canepa, ma in seguito al recente restauro è stato possibile individuare la mano del pittore e scenografo Carlo Alberto Baratta.
La realizzazione dei meccanismi di scena, alcuni dei quali ancora conservati, sono opera di G.B. Tagliafichi, capo-macchinista del teatro Sant’Agostino a Genova.
La decorazione, ricrea idealmente un padiglione neoclassico per le feste all’aperto, accostando raffinate figure allegoriche a complesse quadrature architettoniche che incorniciano le grandi finestre aperte verso il giardino. Nei quattro peducci della volta centrale si trovano le sinuose figure delle arti liberali: Musica, Poesia, Pittura e Architettura, con quest’ultima che mostra la piantina originale della sala.
Nell’autunno del 1786 nel teatro vennero rappresentate Le gelosie villane di Giuseppe Sarti e Il Convito di Domenico Cimarosa, dramma giocoso per musica in due atti; Il libretto del Convito riporta il nome di interpreti ed esecutori: tra i sette cantanti figurava Anton Giulio Brignole Sale e tra i tredici attori anche Anna Pieri; definita dai poeti genovesi suoi contemporanei “Ligustica Saffo”, era essa stessa poetessa, attrice di farse in francese, italiano e genovese, e organizzatrice di spettacoli.

Nel 1802 Anna Pieri rimase vedova. Invisa all’aristocrazia genovese per i suoi atteggiamenti filofrancesi e per la sua personalità indipendente , entrò a far parte della corte di Napoleone come dama di Maria Luisa d’Austria che seguì anche dopo il crollo dell’Impero, fino alla morte nel 1815.

IL RESTAURO DELLE DECORAZIONI
Il teatro ha subito un lungo periodo di abbandono che lo ha visto relegato a palestra e deposito per attrezzi. Abbandonata la funzione originaria, anche gli interventi di manutenzione praticati nel tempo sono stati condotti senza una logica conservativa che tenesse conto delle qualità artistiche del manufatto.
Su tutta la superficie pittorica era presente uno spesso deposito di polvere e il colore tendeva a staccarsi e disgregarsi. La volta era attraversata da profonde crepe provocate da movimenti strutturali; porzioni di pareti erano state grossolanamente stuccate e scialbate e nascondevano profonde crenature. Infine l’umidità filtrata dalla parete nord generava formazione di sali sulle pitture.
L’intervento di restauro, oltre a sanare evidenti situazioni di degrado, ha permesso di acquisire informazioni significative sul teatro e sulla funzione che esso rivestiva per l’aristocrazia genovese del Settecento.
La sala è idealmente divisa in due parti, contraddistinte da una diversa architettura della volta e della decorazione pittorica. Verso il palcoscenico il soffitto è più ampio e le pareti sono decorate con finte architetture che allargano lo spazio in modo che lo spettatore abbia la sensazione di trovarsi in un ambiente aperto sul giardino. Il retro della sala è invece più raccolto; il soffitto ribassato a forma di esedra, abbellito da una balconata dipinta, crea uno spazio intimo, probabilmente destinato ad ospitare concerti da camera o piccole feste danzanti. Proprio in questa zona durante la pulitura degli affreschi sono state trovate tracce di una piccola balconata in legno comunicante con le scale di servizio, probabilmente adibita ad ospitare i musicisti. È anche certo che anticamente l’accesso al teatro avvenisse dal retro della sala e che l’ ingresso attualmente in uso sia stato aggiunto in epoca successiva.
L’impianto decorativo denota notevole freschezza pittorica e capacità inventiva , frutto della collaborazione tra i pittori Carlo Baratta e Giuseppe Canepa; questi, anziché adottare la tecnica tradizionale ad affresco, dipinse i fondi pittorici e le quadrature architettoniche con colori a calce stesi su intonaco asciutto, accorgimento tecnico che permise a Baratta di intervenire successivamente, realizzando le figure e le finiture con colori a tempera.

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