2005

Di Samuel Beckett
Regia di Laura Sicignano
Con Maurizio Sguotti, Riccardo Croci, Massimo Cagnina, Cecilia Vecchio
Scene di Emanuele Conte
Costumi di Francesca Marsella

NON C’E’ NIENTE DI PIU’ COMICO DELL’INFELICITA

In FINALE DI PARTITA, forse il capolavoro di Samuel Beckett, il mondo è finito, ma due uomini sono sopravvissuti. Non saranno i progenitori di una nuova razza. Non tenteranno di cercare altri loro simili per rifondare una società. Non vorranno ricostruire il mondo. Hamm e Clov, rinchiusi nel loro piccolo mondo a parte, riproducono tutti i rapporti e i conflitti tra gli uomini: odio/amore; potere/schiavitù; dipendenza/libertà Le idiosincrasie di due vecchissimi, cinici uomini alle soglie dell’estinzione della razza umana, vissuta come una liberazione da un fastidioso peso. Nell’allestimento di TEATRO CARGO Hamm e Clov si trovano nella confortevole camera di una clinica di lusso per anziani, candida e rarefatta tra musiche struggenti e guanti di lattice. L’uno degente ricchissimo, l’altro infermiere/servo/aguzzino, osservano dalla finestra gli ultimi bagliori di un mondo in cenere. Festeggiano con leggero disinteresse la fine del mondo. Saggi perchè tutto hanno visto e vissuto, dall’alto di una civiltà, quella umana, che sta per disfarsi; infantili, sciocchi e capricciosi perchè comunque sono soltanto uomini. Continuano con impeccabile e crudelissimo umorismo a litigare, ricattarsi, odiarsi, ferirsi, amarsi, combattersi, come sempre è stato nel mondo e sempre sarà finchè ci saranno ancora due uomini sulla terra.