2010

Ideazione e regia di Laura Sicignano
Di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci
Con Roberto Serpi e Simona Fasano
Scene di Laura Benzi
Costumi di Bruno Cereseto
Musiche originali e luci di Enzo Monteverde
Supervisione storica a cura del Prof. Franco Cardini

Siamo in un un’epoca splendida e feroce: carestie, mortalita’ infantile, la peste, la guerra.

E’ il tempo dei cavalieri dell’Apocalisse e delle processioni penitenziali, delle paurose rappresentazioni della Morte che trionfa danzando su tutte le cose.
La societa’ e’ lunatica, sadica e raffinata, materialista e superstiziosa, devota agli eccessi di un misticismo che si confonde con l’adorazione dei demoni.
La guerra e’ un affare che porta all’accumulazione dei benefici nelle mani di pochi. In questo contesto di decadenza che tanto assomiglia al presente, appare luminosa come un Angelo, Giovanna. Giovanna e’ paradosso e figura Christi: fedelissima figlia della Chiesa, finisce bruciata come eretica; fiera della propria cristiana verginita’ e’ impegnata a rivendicare il ruolo della donna; fanciulla fragile e intensamente credente, si spende nella guerra. Alla sua fulminea parabola di passione e morte si affianca quella del suo opposto: Gilles de Reis, ricchissimo e depravato feudatario che combatte a fianco di Giovanna e che divenne poi leggendario come diabolico orco Barbablu’, per aver violato e ucciso centinaia di bambini. Il testo prende spunto da avvenimenti storici della Francia tardo medievale per affrontare tematiche religiose e filosofiche attuali. Giovanna e Gilles, che si incontrarono in un’epoca di eccessi, diventano emblemi di due tensioni oggi fortissime: spiritualita’ e carne, ascesa e caduta. La storia di Giovanna e Gilles viene rappresentata come una sorta di cerimonia, di mystere o sacra rappresentazione, essendo un exemplum drammaturgico di colpa e redenzione.
La stesura del testo parte dalla ricchissima bibliografia dedicata a GIOVANNA D’ARCO e GILLES DE REIS, per costruire una drammaturgia originale, ricca di spunti per una riflessione sull’attuale ritrovata esigenza di spiritualita’ nel contesto di sempre piu’ estremo materialismo del mondo contemporaneo.

 

AL FESTIVAL FRINGE DI NAPOLI 2010

Debutto il 18 febbraio 2010

Dicono di noi

“SANGUE, VIOLENTO E POTENTE” // E’ una sensazione claustrofobica e potente quella che si coagula intorno a “Sangue” di Alessandra Vannucci e Laura Sicignano, che viene replicato alla Tosse da mercoledi’ fino a domenica, dopo il debutto al Cargo Teatro del Ponente e che verra’ presentato al Festival Nazionale di Napoli. Lo spettacolo intreccia il destino di Giovanna d’Arco a quello del suo luogotenente Gilles de Rais nell’ultima notte di lui, prima della condanna a morte. Dio e il demonio, la santita’ e il peccato piu’ sordido stanno fianco a fianco. Nella parte di una servetta del carcere, una sensibile e commovente Simona Fasano, vista da Gilles come il fantasma della Pulzella di un tempo, ripercorre gli orrori di una guerra combattuta per una “giusta causa”, l’incoronazione di Carlo VII , che piu’ tardi non le risparmia il rogo. Lui, il soldato che Roberto Serpi fa rivivere con feroce intensita’, dopo la sua morte di macchiato di delitti orrendi, e’ diventato pedofilo, e’ passato alla storia e alla leggenda come “Barbablu'”. Lo sfondo violento e cruento e’ riscattato dalla nobilta’ dell’argomento che va oltre una lotta schematizzata tra il Bene e il Male e soprattutto da una scrittura alta e poetica ma capace di evitare le trappole della retorica. La rappresentazione si tiene a tu per tu con gli spettatori “incatenati” alle parole degli attori anche dai costumi di Bruno Cereseto, dalle scene di Laura Benzi, dalle luci e dalle musiche di Enzo Monteverde. // SILVANA ZANOVELLO, ilsecoloxix.it – Teatro: Cosi’ e’, se vi pare, Sabato 17 aprile 2010

“Sangue” // E’ una proposta affascinante e che offre piu’ stimoli alla riflessione e all’approfondimento che non certezze precostituite. Un lavoro che trova nella prestazione di Roberto Serpi e, soprattutto, in quella di Simona Fasano due punti altissimi di recitazione e interpretazione. // UMBERTO ROSSI, cinemaeteatro.com, Venerdi’ 19 febbraio 2010

“Sangue” // al Teatro Cargo a Voltri. Il serial killer del Quattrocento tiene il pubblico col fiato sospeso. // Lo spettacolo della durata di 55 minuti scorre veloce ed intenso, tenendo il pubblico sospeso per il forte impatto emotivo che i bravi attori Roberto Serpi e Simona Fasano sanno trasmettere con recitazione e gestualita’ carichi di tensione. Suggestiva la scena di Laura Benzi che dell’uso della materia ne fa scenografia integrante e non di complemento. Le luci e le musiche di Enzo Monteverde arrivano puntuali e incisive sotto l’attenta direzione registica. // FRANCESCA CAMPONERO, Il Giornale, Sabato 20 febbraio 2010

Notte di delirio per il serial killer Barbablu’ // Coinvolgente. La parola giusta per definire “Sangue”. “Sangue” trasmette emozioni, ha un’ottima resa scenica e’ interpretato da due validissimi attori (…) Abbatte le distanze tra platea e artisti amplificando l’impatto emotivo dell’opera sul pubblico (…) Una scelta vincente. Roberto Serpi e Simona Fasano sono i protagonisti: deliziosamente sopra le righe il primo, perfettamente calato nella parte di Gilles De Rais; piu’ discreta la Fasano, che puntella la sua recitazione con un’ottima espressivita’, supportando Serpi ma senza mai apparire subalterna. La regia di Laura Sicignano e’ asciutta e ben calibrata (il suo modo di fare teatro e’ ormai un marchio di garanzia) (…) Un eccellente lavoro sui testi. Merita di essere visto. // FRANCESCO CASUSCELLI, Corriere Mercantile, Sabato 20 febbraio 2010

“Sangue” // Incontri, discussioni, analisi, presentazioni: quella parte di Napoli Teatro Festival Italia che si riconosce e si raggruppa attorno a una manifestazione parallela come il Fringe, che è un vero e proprio festival nel festival, è riuscita a tessere una rete molto fitta di rapporti e di scambi che hanno messo in luce un’identità estremamente variegata del fare teatro al di fuori dei grandi circuiti, dei mezzi di produzione consolidati, rivelando un solido, notevole profilo identitario ed estetico che nel corso della manifestazione partenopea, è stato più volte documentato nel nostro sito. All’interno del programma del Fringe mi ha colpito in modo particolare Sangue, uno spettacolo del Teatro Cargo di Genova che mette in scena (la supervisione storica è di Franco Cardini) due figure allo stesso tempo storiche e mitiche: Giovanna la pulzella, la ragazza/ragazzo che sentiva le voci e Gilles De Rais, potente nobile francese condannato al rogo per le atroci sevizie, le violenze e le morti orrende cui sottoponeva centinaia di bambini. Un valoroso soldato poi diventato mostro, universalmente conosciuto con il nome di Barbablù… // MARIA GRAZIA GREGORI, http://delteatro.it, 21 giugno 2010

Special Fringe – Il serial killer e la Vergine, in nome del Sangue // Sono le nove di mattina del 26 ottobre 1440: il Vescovo Malestroi guida un corteo che parte dalla Cattedrale di Nantes verso l’isola di Biesse, dove una forca sta per giustiziare un uomo reo di crimini abominevoli. Quest’uomo era forse il primo serial killer della storia conosciuta: Gilles de Rais, compagno d’armi di Giovanna d’Arco ed eroe nazionale alla presa di Orléans, ricchissimo grazie al matrimonio con un’ereditiera appositamente rapita, nominato maresciallo di Francia già a venticinque anni per le sue frequentazioni della corte del delfino Carlo (il futuro Carlo VII), divenuto protagonista dopo il rogo della sua eroina d’una quantità allucinante di omicidi di bambini, forse duecento, e passato alla letteratura col nome di Barbablù… // RICCARDO LIMONGI, http://teatro.org, 23 giugno 2010

La recensione // Il 19 maggio al Teatro Aurora di Marghera è andato in scena in prima regionale lo spettacolo Sangue della compagnia genovese Teatro Cargo. La drammaturgia di Alessandra Vannucci e Laura Sicignano – quest’ultima firma anche la regia dello spettacolo- comincia come la più tradizionale delle favole, con la formula “c’era una volta” ma il racconto più prosegue più prende i connotati di un tremendo incubo: il protagonista della vicenda è Gilles De Rais, serial killer del 1400, conosciuto anche come Barbablù. Dopo la morte sul rogo di Giovanna D’Arco, la “ragazza maschio”, al cui fianco aveva combattuto come luogotenente nel vittorioso assedio di Orleans, Gilles si era lanciato in una serie di efferati delitti prediligendo come vittime innocenti bambini. Ma ora è giunto il momento di scontare la pena… // Valentina Dall’Ara, http://teatro.org, 19/05/2011, Mestre (VE), TeatroAurora